Appunti di viaggio

E’ tempo di prepararsi e di ripartire. Viaggiando si impara.

E’ tempo di prepararsi e di ripartire. Viaggiando si impara.

Dopo tre mesi di silenzio mi rimetto a scrivere. E’ successo tanto, ma niente di davvero entusiasmante in questi mesi. O meglio niente di cui raccontare con minuzia di particolari.

L’ultimo articolo l’ho scritto il due di gennaio, ed ero ancora nel sud dell’India. Da lì in avanti è successo molto, ma molto è cambiato rispetto ai programmi iniziali. Sono stato in Sri Lanka, dove avevo già un accordo per andare a lavorare per un mese in una guesthouse nel sud dell’isola, in uno dei migliori spot per surf che io abbia mai visto. Dopo di ciò sarei andato a Langkawi, un isola della Malesia per un altro mese di lavoro. Ma le storie non si dovrebbero mai raccontare prima di viverle…

Così arrivo in Sri Lanka, e finalmente qualcuno viene e trovarmi e a viaggiare con me. Con Mariana, una cara amica portoghese conosciuta in Mozambico, noleggiamo una macchina e per una settimana ci avventuriamo nella parte centro-sud dell’isola. Isola stupenda, panorami incredibili e colori saturi come farebbe il peggior taroccatore di foto su photoshop. Risaie, montagne, colline, foresta, mare stupendo, onde perfette e temperatura ottima sia di giorno che di notte. Lo Sri Lanka sembra un’isola felice, un posto bellissimo dove stare in vacanza e rilassarsi. Ma tra quelle onde ho capito che non avrebbe avuto senso continuare a andare avanti così… l’infezione alimentare che mi portavo avanti dall’India non mi dava tregua, ero spossato, nervoso, magro, sempre stanco e non riuscivo a godermi niente di questo paradiso tropicale. Il parassita che avevo nello stomaco si stava nutrendo bene con quello che tentavo di ingurgitare, lui ‘rendeva forza e io perdevo chili e energie.. Niente trekking nella foresta, niente trekking sulle montagne, niente surf in quelle magnifiche onde…anzi n0, in realtà ho surfato tre onde, rischiando di rimanere risucchiato dalle onde, completamente senza forza…poi in stile Tom Hanks in Castaway sono tornato sulla spiaggia e ho deciso che non aveva senso andare avanti in quelle condizioni. La mattina dopo, prima di fare colazione ho prenotato un biglietto per tornare a casa e curarmi. Una settimana dopo atterro a Malpensa e nel tragitto verso casa mi fermo direttamente all’ospedale delle malattie tropicali di Verona.

 

Quasi 50 gradi di sbalzo termico dal giorno prima…

E vabbè, fai le analisi, trova la cura, curati, riprendi chili e forza, goditi gli amici e i nipoti, arriva un colpo di culo e trovo lavoro per un mese e mezzo. Il famoso giüst-giüst…E adesso?? Torniamo indietro al 31 di dicembre in Kerala…mentre la gente fuori festeggiava, io stavo comodamente seduto sul mio water in condizioni pessime. Avendo parecchio tempo libero decido, passata la mezzanotte, di applicare per il visto lavorativo in Canada che mi era già stato rifiutato l’anno prima. Penso di essere tra i primi se non il primo ad applicare questa volta.

La mattina dopo (il 1 gennaio!!!) già mi arriva una pre conferma da parte del governo del Canada, compilo tutto ciò che mi chiedono di compilare, e invio il tutto assieme alla conferma che la mia fedina penale è pulita e al curriculum di lavoro. A fine gennaio mi arriva la conferma, ho un visto di un anno, nei quali ho la possibilità di lavorare per sei mesi. E allora….tramite contatti di amici, trovo subito chi mi dà un lavoro a partire da fine maggio.

E allora adesso è tempo di preparare di nuovo lo zaino, prendere un aereo e andare a salutare gli amici in Mozambico per qualche settimana, rimettersi in forma, prendere un pò di sole sulla pelle e nelle ossa,  e… poi dovrei ripartire, destinazione Vancouver.

Ma ho imparato a non fare programmi a lungo termine, la vita è birichina, magari in Canada nemmeno ci arrivo.

E ho imparato anche che viaggiare in compagnia nella vita è molto meglio che viaggiare da soli.

Ma anche stavolta riparto da solo. Imparo ma non così in fretta. 🙂

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